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ULTIMA ORA !!

 

PROMESSA MANTENUTA!

 

Ve l’avevo promesso e l’ho fatto: a Pasqua ho portato in Abruzzo la somma che abbiamo raccolto nei mesi scorsi per aiutare la popolazione terremotata.

Innanzitutto voglio ringraziare tutti coloro che hanno contribuito: colleghi, pazienti, amici e Narcodont. Grazie a tutti per la sensibilità che avete dimostrato e per l’entusiasmo con il quale avete partecipato!

Abbiamo raccolto 5.500 euro, che a noi possono sembrare una goccia nel mare, ma che invece rappresentano un concreto aiuto per chi li ha ricevuti. Considerate che questa raccolta è iniziata in settembre,  ben 5 mesi dopo l’evento catastrofico e quando ormai tutti noi avevamo già dato il nostro contributo attraverso le raccolte fondi promosse dai canali tradizionali, le televisioni, i giornali, la Croce Rossa, la Protezione Civile, ecc.

A fine agosto, tornando dalle vacanze, ho voluto visitare la zona terremotata per rendermi conto personalmente della situazione e per capire come avrei potuto finalizzare al meglio la raccolta fondi che avevo intenzione di promuovere. Volevo destinare questi fondi ad una comunità che fosse al di fuori dei circuiti già battuti dagli aiuti istituzionali, dove probabilmente la popolazione avrebbe dovuto cavarsela maggiormente con le proprie forze.

Ho girato un’intera giornata, ho visitato le tendopoli, ho “sbirciato” (attraverso le transenne) le catastrofiche rovine di Onna e Paganica, ho parlato con vigili del fuoco, finanzieri, militari, volontari finché non ho identificato quale poteva essere il paesino che fino a quel momento aveva ricevuto meno aiuti: Camarda, altitudine 830m, 550 anime.

In breve tempo sono stato messo in comunicazione con un’associazione culturale locale, “Il Treo”, che prende il nome dall’antica fontana che si trova nella piazzetta del paese e che fortunatamente è rimasta intatta. Il Treo si occupa di attività culturali e sociali di vario tipo, tutte volte a sostenere e rinforzare le relazioni tra i cittadini. Organizzano corsi di pittura per bambini, manifestazioni folkoristiche tradizionali, attività di svago per anziani, bambini e adolescenti e sono famosi per il loro splendido presepe vivente che ogni anno a Natale rinnova un’antica tradizione locale.

In questo momento però alcune delle loro attività sono state forzatamente sospese e l’obiettivo dell’associazione è parzialmente cambiato: il terremoto ha frazionato e rimescolato le comunità locali, pertanto occorre ricomporre il tessuto sociale e far incontrare, conoscere e collaborare persone che fino a prima del terremoto vivevano in comuni diversi. E in un’emergenza come questa è quanto mai importante lavorare sinergicamente per risolvere i problemi di tutti.

Per realizzare i loro obiettivi e ridare il via alle loro lodevoli iniziative devono ora cercare ed attrezzare una nuova sede e lo faranno con il nostro contributo. Con grande correttezza e di propria iniziativa Walter Scipioni, il Presidente dell’Associazione Il Treo, mi ha promesso che ci renderà conto di come spenderà la somma che abbiamo raccolto inviandoci le fatture relative ai loro acquisti.

La giornata trascorsa con questi coraggiosi abruzzesi è stata molto piacevole. Da parte loro hanno fatto di tutto per farci sentire membri della loro comunità. Darsi del “tu” è stato spontaneo sin dal primo momento, gli abbracci a fine giornata erano abbracci veri. Ci siamo augurati di non permettere che il tempo disperda il legame che abbiamo costruito. Ci hanno ringraziato con il cuore, ma in realtà siamo noi che li dobbiamo ringraziare per la lezione di coraggio e dignità che hanno dato a tutti noi.

 

Ezio Rossi

 

                                                                                           

                           Il Terremoto a Camarda                                                                             Ezio Rossi e Walter Scipioni

 

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Sabato 28 novembre ha avuto luogo il 3° Convegno di Dentisti Milano presso l’I.S.I. Istituto Stomatologico Italiano.

L’evento è stato coronato da un grande successo, con numerose presenze, e le tematiche trattate si sono dimostrate di grande interesse e attualità, testimoniate dall’attiva partecipazione del pubblico: dopo aver seguito con evidente silenziosa concentrazione i vari interventi, i partecipanti hanno rivolto ai relatori numerose domande.

Il tema del Convegno è stato di scottante attualità:

“La professione che cambia: sicurezza, burocrazia, prospettive”

La realtà odontoiatrica infatti è in rapido e continuo cambiamento per quanto riguarda sia gli adempimenti strutturali che fiscali, così come per il ruolo delle nuove figure professionali che gravitano attorno allo Studio. Un particolare e movimentato interesse ha suscitato l’intervento sui fondi Sanitari Integrativi, che si stanno facendo prepotentemente strada, creando nuovi rapporti economici tra professionisti e pazienti.

In qualità di Presidente ho aperto la giornata con un breve discorso introduttivo. Dopo aver ricordato l’attività di Dentisti Milano ho presentato l’iniziativa, intrapresa quest’anno, a favore della popolazione dell’Abruzzo colpita dal terremoto.

Ha quindi dato il via ai lavori il collega dr. Sergio Morena, che con grande maestria ha illustrato le normative in atto per la sicurezza sul posto di lavoro.

Il secondo intervento è stato di Massimo Romagnoli, esperto di sicurezza, privacy e gestione dello studio dentistico: ha evidenziato la lista degli adempimenti necessari ad una corretta conduzione dello studio odontoiatrico.

La parola è passata poi al collega dr. Carlo Fossati, Presidente della Fondazione I.S.I: in poche, precise pennellate ha esposto un’efficace sintesi sui differenti ruoli delle nuove figure professionali.

Il dr. Claudio Giammatteo, Direttore del Fondo Faschim, ha concluso i lavori, presentando l’esperienza maturata da questo fondo sanitario. La sua esposizione brillante e accattivante ha dato seguito  a un crescendo di domande e risposte che ha tenuto viva  (molto viva!) la tavola rotonda conclusiva, sicuramente proficua per tutti.

Noi di Dentisti Milano riteniamo di aver dato vita ad una giornata costruttiva e ricca di contenuti utili per tutti e ci auguriamo di poter continuare a realizzare questo tradizionale appuntamento di informazione con un 4° Convegno. Riteniamo doveroso rispettare il nostro motto “Etica e Professione” per salvaguardare la qualità del nostro lavoro, a vantaggio di tutta la collettività e della qualità dell’odontoiatria italiana.

Dentisti Milano è pronta ad accogliere chiunque condivida questi ideali. Per informazioni e iscrizioni vi invitiamo a visitare il nostro sito www.dentistimilano.it.

Ringraziamo l’assicurazione Assita, l’Istituto Stomatologico Italiano e Antenna Service Consulente Informatica che con la loro generosità, ospitalità, disponibilità e competenza ci hanno consentito la realizzazione dell’evento.

Arrivederci alle prossime iniziative!

Ezio Carlo Rossi

Presidente Dentisti Milano

 

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 Cari Colleghi e Amici,

 

GRAZIE!

 

Grazie a tutti voi di cuore per aver partecipato così attivamente al nostro Convegno “La professione che cambia – Sicurezza, burocrazia e prospettive”.

Da parte di chi organizza questo tipo di eventi è una grande soddisfazione vedere non solo la sala piena, ma soprattutto notare sui volti dei partecipanti un vivo interesse per gli interventi dei relatori, interesse che vi ha spinto anche a partecipare con entusiasmo e il giusto spirito dialettico alle discussioni finali.

Avete colto pienamente lo spirito della nostra Associazione. Dentisti Milano è una figura completamente nuova nel mondo odontoiatrico. Siamo nati solo 5 anni fa, siamo ancora una piccola realtà: piccola, è vero, ma attenta alle problematiche della nostra professione, in continuo fermento e sempre più… rumorosa.

Ci piace definirci un “laboratorio di pensiero”, i nostri incontri – sia quelli riservati ai soci, sia quelli aperti ad altri partecipanti – vengono creati con lo scopo di confrontarci, esaminare e discutere i nostri problemi perché sentiamo la necessità di difendere con le unghie e con i denti la figura e la professionalità del dentista, a vantaggio sia del nostro lavoro che, soprattutto, della qualità delle cure che forniamo ai nostri pazienti. L’odontoiatria italiana è da sempre riconosciuta tra le migliori al mondo, un primato che una politica sconsiderata sta cercando in ogni modo di affossare.

La nostra voce “fuori dal coro” non è già più solo un sussurro, sta diventando un rumore di fondo che non si può far finta di non sentire. E non sono i nostri privilegi quelli che vogliamo difendere, ma la nostra identità di medici e odontoiatri che hanno come obiettivo – oltre al giusto compenso – la salute dei propri pazienti, che hanno diritto di ricevere le cure della migliore qualità possibile.

La nostra attività sociale ormai vi è nota, anche questa è per noi fonte di soddisfazione. La compiamo in silenzio, solo i nostri iscritti ne sono a conoscenza, affinché tutti ne siano orgogliosi e continuino a sostenerci, perché il vero bene è quello che si compie senza farlo “pesare”.

Se condividete il nostro spirito e i nostri obiettivi, diventate anche voi soci di Dentisti Milano. Scaricate subito il Modulo di Iscrizione, compilatelo e inviatelo via fax al numero indicato.

Tante voci possono far sentire più forte le proprie ragioni.

Vi ringrazio sin d’ora e vi auguro buon lavoro!

 

DENTISTI MILANO

Dr. Ezio Rossi

Presidente Dentisti Milano

 

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CONVEGNO DENTISTI MILANO 28/11/2009

 

 

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CONVEGNO DENTISTI MILANO 28/11/2009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DISDETTA VECCHIA POLIZZA

 

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Studi di settore: la coerenza annulla l’accertamento!

 

Lo scorso 15 giugno la Cassazione ha emesso una sentenza secondo la quale l’accertamento da studi di settore viene automaticamente bloccato se il reddito del contribuente risulta coerente (fatte salve, naturalmente, situazioni palesemente discordanti con ovvi parametri di ragionevolezza).

Inoltre il Ministero delle Finanze ha emesso un decreto che, attraverso dei “correttivi”, adegua gli studi di settore alla crisi economica  che colpisce un po’ tutti i settori.

Ecco alcuni stralci del testo della circolare:

In occasione della riunione straordinaria del 6 novembre 2008, la

Commissione degli esperti degli studi di settore, costituita ai sensi dell'articolo

10, comma 7, della legge n. 146 del 1998, ha preso atto della grave crisi

economica e finanziaria che ha colpito l’intero sistema economico mondiale

negli ultimi mesi del 2008 e degli effetti da essa prodotti sulle attività svolte dalle

piccole e medie imprese e dagli esercenti arti e professioni.

La stessa Commissione ha evidenziato la necessità di individuare idonee

soluzioni al fine di adeguare i risultati degli studi di settore ai mutamenti

intervenuti nella situazione economica, in modo tale da garantire la

rappresentatività degli studi stessi, anche in presenza di situazioni di crisi

contingenti”.

Sono inoltre previsti adattamenti degli indici su base regionale e comunale, come indicato nel seguente paragrafo:

L’articolo 2 del citato decreto prevede che “il processo di elaborazione

degli studi di settore su base regionale o comunale venga realizzato mediante

criteri compatibili con la metodologia prevista dal comma 1 dell’articolo 62-bis

del decreto legge 30 agosto 1993, n. 331, tenendo conto sia del grado di

differenziazione a livello territoriale dei prezzi e delle tariffe relativi alle

prestazioni di servizi o cessioni di beni operate dalle imprese e dagli esercenti

arti e professioni e dei costi di approvvigionamento dei fattori impiegati nel

processo produttivo, sia del grado di differenziazione a livello territoriale dei

modelli organizzativi che caratterizzano la specifica attività economica”.

I criteri cui fa riferimento il decreto dovrebbero quindi consentire la

determinazione dei “ricavi/compensi derivanti dall’applicazione degli studi di

settore con riferimento alle specificità delle aree territoriali di riferimento”.

L’intero testo della circolare è qui allegata… buona lettura!

 

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Comunicazione nominativi RLS: prorogata la scadenza!

 

Il Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali con nota del 15 maggio 2009 ha disposto

lo slittamento del termine per la comunicazione all’INAIL del nominativo del RLS al

16 agosto 2009,in considerazione dell’evoluzione normativa ancora in corso.

Per approfondimenti visitare il sito www.inail.it:

D.Lgs 81/2008

Circolare INAIL n. 11/2009

Punto Cliente

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I 18 “step” delle Fiamme Gialle

 

La trasparenza è diventato obiettivo anche della Guardia di Finanza! E’ infatti disponibile sul sito www.gdf.it la circolare n. 1 del 2008, un documento che, in oltre 1000 pagine, descrive dettagliatamente obiettivi, scopi e procedure dei controlli fiscali operati sui professionisti, e quindi anche degli odontoiatri.

L’obiettivo è duplice: accertare il reddito imponibile e verificare la correttezza delle spese messe in detrazione.

I passaggi (denominati “step”) compiuti dagli agenti GdF sono 18: i primi 11, riferiti in massima parte ai compensi percepiti dal professionista,  sono obbligatori, mentre i restanti 7, principalmente riferiti alle spese sostenute,  vengono compiuti a discrezione degli agenti stessi, in base alle necessità rilevate sul posto.

Una volta stabilito il regime contabile adottato (contabilità semplificata o analitica), gli agenti provvedono ad esaminare, a campione, alcune operazioni del professionista, relative alle sue  prestazioni e ai suoi compensi.  Ad esempio, gli importi esposti in fatture scelte a campione  vengono confrontati  sia con le tariffe stabilite dagli Ordini Professionali che con i compensi che il professionista fattura ad altri clienti. Viene poi verificato se  le eventuali prestazioni definite “gratuite” sono effettivamente tali, oppure se nascondono importi pagati in nero. Gli incassi vengono analizzati anche per quanto riguarda eventuali compensi straordinari: rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, risarcimenti, plusvalenze derivanti dalla vendita di beni strumentali, utili finanziari.

La corretta registrazione fiscale, il controllo dei versamenti, la correttezza dei calcoli relativi al reddito da lavoro autonomo sono altre voci oggetto di verifica.

Viene tenuto conto, naturalmente, anche delle ragioni esposte dal professionista, che può giustificare un’eventuale mancata fatturazione con il mancato incasso per la prestazione fornita al paziente.

La verifica della GdF riguarda infine anche le spese, che devono essere proporzionate agli incassi. Viene anche controllato se sono stati rispettati i limiti di deducibilità di alcune voci di spesa: data la complessità dell’argomento è consigliabile farsi seguire da un commercialista per non incorrere in errori. Ad esempio, le spese di rappresentanza sono deducibili in misura dell’1% degli incassi, mentre le spese alberghiere sono deducibili al 75% del loro importo e fino al 2% degli compensi percepiti.

Vi proponiamo una tabella riassuntiva dell’attività svolta dalla Gdf negli studi professionali, basandoci su una tabella molto ben redatta dal Giornale dell’Odontoiatria (Masson).

 

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E’ STATO REINTRODOTTO IL REDDITOMETRO!

 

L’Agenzia delle Entrate ha aperto un canale diretto con i Comuni per intensificare e ottimizzare la lotta all’evasione. Lo scorso 9 febbraio è partita la nuova procedura: i Comuni, grazie alla loro conoscenza del proprio territorio, potranno più facilmente evidenziare e quindi segnalare per via telematica all’Agenzia delle Entrate i casi di probabile evasione fiscale, incentivati dalla possibilità di trattenere per le proprie casse il 30% degli importi effettivamente accertati.

Oltre all’accesso a tutta una serie di dati inerenti ai contratti di locazione, alle ristrutturazioni di immobili, alle denunce di successione, ai consumi energetici, si potranno utilizzare i parametri del nuovo redditometro 2008-2009 (vedi tabella) basato sui beni di proprietà (veicoli, beni immobili, imbarcazioni, assicurazioni, colf, ecc.). I beni così rappresentati saranno “pesati” moltiplicandoli per dei coefficienti stabiliti dall’Agenzia delle Entrate e la somma totale ottenuta rappresenterà il reddito presunto. La stima così calcolata viene confrontata con il reddito dichiarato e se questo per 2 o più anni consecutivi risulta inferiore al 75% del reddito presunto, il contribuente riceve dall’Agenzia delle Entrate l’invito a giustificare, entro 15-30 giorni, la propria posizione. L’eventuale accertamento viene eseguito, come al solito, dalla Guardia di Finanza in collaborazione con Comune ed Enti Locali.

C’è da attendersi un forte impegno da parte dei Comuni in questa nuova attività, che, insieme al fastidioso inasprimento dell’elevazione di contravvenzioni stradali, consentirà alle casse comunali di recuperare i fondi che sono venuti a mancare con l’abolizione dell’ICI sulla prima casa.

 

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RINNOVO COMMISSIONE ALBO ODONTOIATRI
MILANO E PROVINCIA:
SCHIACCIANTE VITTORIA DELLA COMMISSIONE IN CARICA!

Valerio Brucoli, Dino Dini, Claudio Gatti, Luigi Paglia ed Ercole Romagnoli

si riconfermano per il secondo mandato consecutivo con il 75% dei voti.

 

Il risultato delle votazioni per il rinnovo della Commissione Albo Odontoiatri di Milano non lascia alcun dubbio sulla volontà degli odontoiatri di continuare sulla strada intrapresa dall’attuale Commissione; infatti circa il 75% delle preferenze ha rinnovato la fiducia relegando la lista contrapposta a   185 preferenze contro le 599 della lista CAO.
Sono state elezioni “sentite” e questo ha comportato un aumento del 25% dei votanti che ha annullato, con gli interessi, la mancata partecipazione degli iscritti al neo costituito Ordine di Monza.

Informazione, comunicazione e sensibilizzazione: questi sono state le tre armi vincenti che hanno consentito il raggiungimento dell’importante traguardo che hanno, tuttavia, solo supportato le reali esigenze degli odontoiatri. La lista CAO ha da tempo individuato dove intervenire, le battaglie da fare in difesa della professione e su questi presupposti è stata giustamente premiata.

Dove la comunicazione copre il “ NULLA” essa diventa, viceversa, inutile e controproducente., una coperta corta che lascia scoperti i tanti problemi che qualcuno non comprende pienamente e che, forse, non intende risolvere.

Il lavoro fatto in questi anni è appena all’inizio; occorre convincere che temi come il “nuovo che avanza”, l’imprenditorialità su basi esclusivamente commerciali, le convenzioni con  terzo pagante , lucrante o garante che sia…sono mine gettate sulla strada della nostra professionalità.

La Cao di Milano e Provincia non ricomincia, quindi, ma proseguirà con maggior impegno la sua battaglia, certa che nel tempo ci sarà ancora un maggior numero di adesioni in difesa del lavoro di tutti, anche di coloro che, pur in buona fede, hanno sostenuto e sostengono un modello di sviluppo della professione non accettabile.

GRAZIE A TUTTO COLORO CHE HANNO ESPRESSO IL LORO CONSENSO !!!
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E' necessario proseguire nell'analisi iniziata subito dopo i primi rinnovi delle C.A.O. provinciali!

 

La mia analisi del mese scorso, fatta subito dopo le elezioni per la CAO di Roma, forse poteva apparire prematura e pervasa da un eccessivo ottimismo. Ma dopo Roma e Messina, anche a Milano è prevalsa nettamente la lista CAO che ha condiviso la politica della CAO Nazionale, cosi come avverrà per Avellino e Treviso. Ritengo, quindi, che i tempi siano maturi per fare ulteriori valutazioni e per pensare che l'ottimismo si stia concretizzando in fatti reali. 
In termini di "politica associativa": l'esito elettorale di Milano ha un significato ancora maggiore se si considera che l'Andi, che si è contrapposta con una sua lista, anche in questa elezione è stata sonoramente surclassata.
Un significato maggiore, emerge anche dai dati che vanno analizzati: in Lombardia, risiedono sia il Presidente Nazionale che il Segretario Sindacale Nazionale ANDI; Milano è la citta dove risiedono, tra altri prestigiosi professionisti, i due capilista il Dott. Brucoli, eminente rappresentante della CAO Nazionale e del Comitato Centrale della Federazione e il delegato della Lombardia al Consiglio di Presidenza Nazionale dell'Andi, Dott. Pagliani. 
Deve essere ben chiaro a tutti che a Milano - così come a Roma ed in altre sedi, nella definizione della lista ANDI  - è stato privileggiato l'inserimento di chi sostiene un modello che si ispira ad una odontoiatria convenzionata, al terzo pagante, alla ricerca prioritaria di un rapporto impreditoriale dentista-paziente, alla commercializzazione della prestazione odontoiatrica.
E' una precisa indicazione che è maturata - per convinzione o interesse - e che non lascia spazio a dubbi anche grazie all'ultima, in ordine di tempo, raccapricciante esposizione mediatica del Presidente Callioni. Il messaggio diffuso è stato: Dentista =  Fornitore di prodotti/salute, pertanto, sottoposto a tariffa e a contestazioni per "illegittimi " ricarichi!
Politicamente, si è preso atto che il sindacato ha inteso "contarsi" e spendersi totalmente, scendendo in campo con tutti i propri dirigenti nelle sedi più importanti, nella consapevolezza che si sarebbero frapposte due linee di pensiero, due linee di politica professionale, due modi diversi di intendere la professione.
La consapevolezza di aver scelto la aperta contrapposizione con la CAO Nazionale, intervenendo pesantemente in quelle sedi provinciali che maggiormente la rappresentano, va di pari passo con la volontà di evidenziare e rinvigorire una nuova polemica con l'istituzione ordinistica, non preventivando che, invece, sarebbe emersa, con forza, una spaccatura all'interno del sindacato e tra i vertici del sindacato e i propri iscritti.
Notevole, infatti, è stato l'impegno dei dirigenti Andi milanesi e di altre sedi, per cercare di convincere i propri iscritti - e sono tantissimi, più di coloro che si sono recati alle urne - a votare per la propria lista.
Eppure i votanti hanno deciso di confermare a Milano (sede emblematica) i membri della CAO uscente, così come in altre sedi risultano sonoramente bocciate  le liste ANDI.
I numeri sono, ancora una volta, impietosi:
Lista CAO uscente: Brucoli 599; Dini 597; Romagnoli 597; Paglia 596; Gatti 568.
Lista ANDI: dalle notizie in mio possesso, i voti oscillano tra 186 e 183!!! 
L'Andi, a questo punto, dovrebbe chiedersi il perchè di tale pessimo risultato, nonostante le energie profuse.
Sarebbe ora che l'Andi si rendesse conto che la maggioranza dei Dentisti suoi iscritti non condivide le scelte della dirigenza nazionale in termini di politica sindacale e che tale maggioranza si sente più rappresentata e tutelata dalla politica della CAO Nazionale, nonostante questa svolga solo un'attività prettamente istituzionale.
L'Andi - per la precisione, la attuale dirigenza ANDI - non è più in grado (o non vuole esserlo) di recepire le istanze della sua semplice - ma sempre determinante - Base. Si autoglorifica basandosi sulle votazioni dei suoi Consigli Nazionali che non sono rappresentative come quelle di un'Assemblea Nazionale (che, infatti, non viene quasi mai convocata). Se veramente ha a cuore gli interessi degli Iscritti, della Categoria e della Professione deve dare un segnale forte, anche se costoso: deve compiere un gesto di umiltà, riconoscere pubblicamente i suoi errori (scarsa incisività sulla Legge Bersani-Visco; spirito di rassegnazione sul profilo dell'odontotecnico; accettazione di un assai discutibile  CCNL per le dipendenti; avallo degli studi di settore; posizione poco chiara sull'ECM, sul regime autorizzativo e sulle certificazioni di qualità; disastro del tariffario/tempario e dell'accordo Andi/Ministero; decidersi a rifiutare pubblicamente ogni forma di convenzionamento diretto; ecc.). Tutto questo in fretta, prima che sia troppo tardi, prima che quella che qualcuno ha definito la "Nuova Andi" rappresenti la fine di quella che è tuttora la più vecchia associazione di categoria odontoiatrica. I segnali del fatto che la Base dell'Andi non condivide le linee della sua attuale dirigenza, sono già evidenti nelle risposte che hanno dato e stanno dando le urne. 
 
Cordiali saluti a tutti.
Cesare Brugiapaglia             

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ETICA E DEONTOLOGIA: PAROLE VUOTE ?

Noi come professionisti ed utenti, difendiamo e continueremo a difendere:

AUTONOMIA

INDIPENDENZA

LIBERTA' DI AGIRE IN SCIENZA E COSCIENZA

LIBERTA' DI SCELTA DA PARTE DEL PAZIENTE

 

E Tu come vorresti che i Tuoi cari fossero curati ? Puoi pensare che la loro salute sia semplicemente oggetto di mercato?

 

Il 22-23-24 Novembre si svolgeranno le elezioni per il rinnovo degli organi istituzionali dell'Ordine. Mai come oggi è importante scegliere bene: noi abbiamo scelto.

 

LISTA "PER UNA ODONTOIATRIA UNITA: ETICA E PROFESSIONE"

SCARICA QUI LA LOCANDINA

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« SE IL TESTO DELL'ACCORDO RIMARRÀ QUESTO, AIO NON FIRMERA' »

Ecco il testo dell'intervista effettuata al Presidente Nazionale dell'A.I.O. Salvatore Rampulla sabato 19 luglio 2008 all'indomani della sua audizione presso il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali sul tema della cosidetta "odontoiatria sociale". VAI !!
 

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ENNESIMO ATTACCO ALLA PROFESSIONE MEDICA !

La professione medica subisce un ennesimo attacco: anche i medici oculisti assediati da figure professionali di dubbia collocazione: gli ottici-optometristi come gli odontoprotesisti?
Il governo ci fa sapere come la pensa sulla istituzione di nuove professioni sanitarie attraverso le parole del prof. Fazio, sottosegretario del "Welfare" riportate dal dott. Matteo Piovella, medico oculista segretario SOI/AMOI in un recente colloquio
VAI !!

Il direttivo di DentistiMilano

                                                           

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COMUNICATO STAMPA AIO VENETO 

 

IL TURISMO DENTALE ESPORTA CAPITALI  

ED IMPORTA DEBITI E PATOLOGIE

 

Il Turismo odontoiatrico in Italia è stato il tema di un convegno che si è tenuto a Vicenza. L’AIO, Associazione Italiana Odontoiatri del Veneto, che ha organizzato l’evento aveva invitato a trattare questo argomento il dott. Gerhard Seeberger vice-presidente della European Regional Organization (ERO) della Federazione Odontoiatrica Internazionale, organismo che fa capo all’OMS in area odontoiatrica, affinché dal suo osservatorio europeo desse una lettura più specifica e precisa del fenomeno in atto. Questi, in sintesi, gli elementi più significativi.

 

1. Non esiste censimento ufficiale ma si stima che il numero di cittadini italiani che ogni anno acquista cure odontoiatriche nei paesi dell’est Europa (Ungheria, Romania, Polonia ecc…) siano circa 25 – 30 mila spesso trasportati materialmente con autobus da organizzazioni terze, agenzie di viaggio, associazioni di consumatori, sindacati ecc, prevalentemente dal nordest d’Italia ma anche da regioni più lontane da questo confine e perfino dalle isole.

 

2. La qualità delle cure prestate è mediocre, il rispetto dei tempi biologici impossibile, ma più preoccupante su tutti è il rischio per la sicurezza dei pazienti verso le infezioni crociate dal momento che non esistono in molti di questi paesi normative che obbligano gli studi all’uso di una autoclave per sterilizzare lo strumentario chirurgico ed essendo lo standard economico di vita molto più basso rispetto all’Italia pochi si possono permettere di sostenere i costi di acquisto e di esercizio di un’autoclave. A questo proposito va specificato che la sicurezza che il dentista italiano garantisce ai suoi pazienti gli costa circa il 20 % del suo incasso!

 

3. Considerato che l’importo medio pagato da ogni paziente è di circa 5.000 euro si può calcolare che sia di almeno 100 milioni di euro l’esportazione di moneta che dall’Italia viene trasferita ogni anno in questi paesi dell’est.

 

4. i cittadini italiani a fronte di questa spesa pagata oltre confine chiedono e ottengono, al rientro in Italia, rimborsi vari da enti pubblici e privati generando a loro carico un disavanzo tutto passivo.

 

5. Non solo ma a causa della qualità di cure spesso mediocre e poco sicura nel controllo delle  infezioni crociate, questi pazienti, al ritorno in Italia, possono subire, a distanza variabile di tempo, complicazioni più o meno serie per le quali si rivolgono alle nostre strutture pubbliche, con un aggravio di costi a carico del SSN. Nei casi più gravi questi pazienti curati nei paesi dell’est quando abbiano contratto infezioni pericolose come epatiti, AIDS o altre virosi (come pubblicato dalla stampa) oltre ad esportare capitali all’estero ed importare infezioni anche gravi nel nostro Paese, mettono in pericolo la salute di tutti i cittadini.

 

Il messaggio che Seeberger e l’AIO rivolgono alle Autorità sanitarie italiane è di non sottovalutare la portata di questo fenomeno.

Una delegazione dell’AIO del Veneto, guidata dal Presidente Domenico Del Monaco, ha chiesto un incontro all’Assessore regionale alla sanità Sandro Sandri per un esame del problema, a livello veneto.

 

Padova, 25 giugno 2008

 

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LETTERA APERTA

                              

Milano, 24 aprile 2008                                 

                                         Dr. Claudio Pagliani

                                                                                                 ANDI Milano-Lodi

                                                                 

 Caro Claudio,

 l’Assemblea Straordinaria di ieri 23 aprile 2008 ha bocciato la mozione di sfiducia presentata il 28 febbraio scorso.

 In tutta onestà io ho votato a favore della mozione, come sicuramente tu saprai, per ragioni che ritengo inutile rivangare in questo momento.

 Ti scrivo perché sono socio ANDI da quasi 30 anni, perché insieme a te ho fatto parte in diversi mandati del Consiglio, perché entrambi abbiamo dato energie personali per la difesa della professione (quella libera!).

 Ieri i numeri ti hanno dato ragione, ho saputo che la differenza è stata di 3 voti e questo mi sta rammaricando tantissimo, non perché ho votato nella schiera dei perdenti, ma perché questo risultato evidenzia che non esiste più un’ANDI Milanese ma due, una a favore e una contro: questo è quanto di peggio poteva succedere.

 Al di là di ogni giudizio sugli avvenimenti, l’ANDI dovrebbe essere una e forte, ma così non ci siamo proprio.

 Come dicevo, se i numeri ti danno ragione legalmente, tu moralmente sei così soddisfatto che i colleghi che tu rappresenti siano divisi in modo così fiero in due metà? A mia memoria questo è un fatto che non è mai successo prima. Credo che il risultato di ieri ti debba fare comunque riflettere sul prosieguo dell’attuale incarico che tu rivesti, considerato che anche la rappresentatività del Consiglio che tu dirigi non è più quella originaria a causa delle numerose dimissioni.

 A te la difficile scelta: continuare con la forza della legge o rivedere la tua posizione con la saggezza della morale.

          Con affetto,

          Ezio Rossi

 PS: Avevo inizialmente pensato di scriverti privatamente e solo a titolo personale, ma poi ho ritenuto più opportuno condividere con i colleghi i pensieri che ci tormentano.

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Convenzione

Caro Collega, con la certezza di fare cosa gradita, Dentisti Milano ha stipulato con ASSITA, leader nazionale nella R.C. Professionale, una convenzione per una polizza R.C. odontoiatrica davvero “ideale”: 

Polizza R.C. Professionale

ODONTOIATRA

Professional Idemnity Plus 2008

 Dopo un approfondito studio sulle reali necessità della nostra professione e dopo un lungo lavoro di trattativa con la compagnia di assicurazioni, che (va sottolineato) ci ha dato ampia possibilità di discutere i nostri obiettivi in tema di assicurazioni, abbiamo ottenuto una serie di vantaggi mai offerti prima tutti insieme da nessun’altra polizza R.C.:

 -          retroattività illimitata

 -          garanzia postuma illimitata

 -          tutela giudiziaria illimitata 

oltre alle garanzie aggiuntive, quali: 

-          implantologia

-          chirurgia estetica del terzo inferiore del viso 

… il tutto nel più totale rispetto della privacy. 

La convenzione è stata stipulata a favore di tutti gli esercenti legalmente l’odontoiatria, e quindi non solo per gli iscritti a Dentisti Milano. 

Se vuoi saperne di più, clicca qui   VAI !! 

Buon lavoro!

 

DENTISTI MILANO

Il Presidente 

Ezio Carlo Rossi

__________________________________________________________________________________________

LEGGIAMO SCONCERTATI LA LETTERA INVIATA DALL’ESECUTIVO ANDI MILANO E LODI PER INVITARE I SOCI A SOSTENERLI DURANTE L’ASSEMBLEA DEL 28/2.

COLPISCE CHE VENGA CHIESTO SOSTEGNO PER INIZIATIVE, L’IPOTESI DI ACCORDO TRA ANDI E MINISTERO DELLA SALUTE, CHE MAI IL CONSIGLIO STESSO HA RITENUTO DI DOVER COMUNICARE AI SOCI.

ANCHE IN QUESTA OCCASIONE NON SI ALLEGA ALCUNA INFORMAZIONE MA SI CHIEDE DELEGA SULLA FIDUCIA.

SI OMETTE INOLTRE DI COMUNICARE CHE, DEL CONSIGLIO ELETTO ALLE ULTIME ELEZIONI, BEN CINQUE CONSIGLIERI ABBIANO GIà TRASMESSO LE LORO DIMISSIONI COSA CHE MAI ERA SUCCESSA IN PASSATO.

SE QUALCUNO AVESSE ANCORA DEI DUBBI SULLA GRAVITA'DELLA POSTA IN GIOCO PER I LIBERI PROFESSIONISTI QUESTA LETTERA E QUESTI METODI DOVREBBERO CONTRIBUIRE A FUGARLI.

NON DELEGARE IL TUO FUTURO PROFESSIONALE
TI ASPETTIAMO GIOVEDì ALLE ORE 20.30 ALL’UNIONE COMMERCIANTI IN CORSO VENEZIA 47/49

Muoviamoci, ORA !!

Il 28/ 2 all’Unione Commercianti in corso Venezia n°47/49, Milano,  si terrà alle ore 21.00 l’Assemblea provinciale annuale della sezione Andi Milano e Lodi.  

 

Questa volta, come mai in passato, è importante partecipare.

 

Le recenti iniziative dei vertici nazionali ANDI hanno determinato sconcerto e rabbia.

La pubblicazione sul Corriere della sera di voci di un tariffario minimo e massimo, le interviste televisive del Presidente nazionale che testimoniano la condivisione di questa impostazione, l’annuncio di un accordo a livello nazionale con il Ministero della Salute per la cessione di prestazioni qualitativamente non definite e ampiamente sotto costo, sono iniziative che vanno contro l’interesse dei liberi professionisti, in special modo quelli che vivono del reddito del loro studio mono professionale.

 

DICIAMO NO

 AI GIOCHI POLITICI DI VERTICE CHE NULLA HANNO A CHE FARE CON IL REALE INTERESSE DEGLI ISCRITTI

 

DICIAMO NO

 ALLA MANCANZA DI  INFORMAZIONE E DEL COINVOLGIMENTO DEI SOCI

 

DICIAMO NO

ALL’UTILIZZO DELLE RISORSE DERIVANTI DALLE NOSTRE QUOTE ASSOCIATIVE PER LA PROMOZIONE DI INIZIATIVE, PROMOSSE A NOSTRA INSAPUTA, CHE CI DANNEGGIANO IN MODO IRREVERSIBILE

 

PARTECIPA ORA PER RIAPPROPRIARTI DEL TUO FUTURO: DOMANI POTREBBE ESSERE TROPPO TARDI!


 

I FATTI

 

Nomenclatore e tariffario

 

Andi, senza una preventiva condivisione e approvazione da parte dei suoi iscritti, ha pubblicato sui media un tariffario di riferimento, con tariffe minime e massime, allegando un tempario (strumento in uso all’inizio del secolo scorso nelle fabbriche per produrre, nei tempi stabiliti dal padrone, un prodotto alla catena di montaggio) In questo documento non si fa il minimo riferimento a standard minimi qualitativi che  dovrebbero essere la base per la stesura di un nomenclatore.

Il documento non è stato posto in discussione né in assemblee provinciali né è stato posto all’ordine del giorno dell’assemblea nazionale dei delegati dove, in effetti, è stato presentato.

Una volta di più, i vertici associativi hanno agito, con atteggiamento oligarchico e autoreferenziale, senza tenere conto del parere dei Soci.

 

 

CONTRO L’ACCORDO ANDI MINISTERO DELLA SALUTE

 

No all’accordo perchè non tutela:

1.      i soggetti più deboli in quanto le tariffe proposte non sono comunque adeguate

2.      i giovani dentisti che, a queste tariffe, non riusciranno mai ad aprire un loro studio professionale e saranno sempre soggetti all’interesse economico di grosse  strutture che li utilizzerebbero come manovalanza sottopagata.

3.      I soci andi per la turbativa di mercato causata dalla standardizzazione delle tariffe che penalizza la libera professione.

 

No all’accordo perché:

4.      Apre la strada a convenzionamenti con istituzioni, fondi e assicurazioni che, come dimostrato in paesi in cui questo è avvenuto, distruggono la professione, aumentano il contenzioso medico-legale e determinano un peggioramento drammatico della qualità delle prestazioni con grave danno per la salute pubblica.

5.      Non giova all’immagine dei dentisti che sarebbero costretti a differenziare prestazioni e parcelle all’interno del loro stesso studio ingenerando il ragionevole dubbio sul fatto che esistano tali margini di guadagno da consentire tariffe così ampiamente sottocosto.

6.      E’ compito dello stato e del servizio sanitario nazionale fornire prestazioni nell’ambito dei livelli essenziali di assistenza ed è inaccettabile che venga scaricata sui professionisti la responsabilità dell’inadeguatezza di questo servizio con la complicità del maggior sindacato di categoria.

 

                                                      

 

Clicca su "vai" per scaricare i files: documenti utili per comprendere la portata del problema e la netta e decisa presa di posizione di Associazioni e Società Scientifiche -(cliccare su "annulla" alla eventuale richiesta di ID e Password)

 

DentistiMilano Medaglia d'Argento della Presidenza della Repubblica

VAI !!

  DentistiMilano per gli anziani

VAI !!

La Presa di posizione della Commissione Nazionale Albo Odontoiatri

VAI !!

Lettera aperta soci ANDI del Legnanese

VAI !!

Convegno CAO Salerno;
  "Nomenclatore,tariffario, tempario :  un attentato alla professione?"

VAI !!

Bozza accordo ANDI - Ministero VAI !! Comunicato SIdP  VAI !!
Tavolo 19 01 08 VAI !! Comunicato AIOP  VAI !!
Presa di Posizione dell'AIO VAI !! Ma quale sindacato !!  VAI !!
Comunicato CIC VAI !! Comunicato presidente CIC VAI !!
L'orgoglio di essere liberi. VAI !! Documento ANDI Udine   VAI !!
Documento ANDI Padova VAI !! Ulteriori riflessioni AIO VAI !!
Documento ADI VAI !! Il NO di Andi Taranto VAI !!
Documento ANDI Rieti VAI !! La "lungimiranza" del presidente ANDI MilanoLodi VAI !!
Dimissioni del Consigliere ANDI Massimo Pozzi VAI !! Risultanze del  Consiglio nazionale ANDI VAI !!
       
       
       

L’ULTIMO COLPOAllegato 1

Allegato 2

    

 

Leggiamo sul Sole 24 Ore Odontoiatria di Dicembre ’07 un articolo (all. 1) di Norberto Maccagno, addetto stampa dell’ANDI, in cui viene fatta una suggestiva affermazione: l'ANDI in virtù della propria percentuale di iscritti rispetto alla totalità degli esercenti l'odontoiatria (n.d.r. dichiarati quasi 22.000 su oltre 54.000, pari a circa il 40%) sarebbe, più che un'associazione sindacale di categoria (tipo AIO), un movimento politico.

 

Suggestiva affermazione che, contestualizzata nell'ambito degli avvenimenti degli ultimi mesi (nell'ordine: legge Bersani, riforma degli Ordini, odontoprotesista, tariffario ANDI., accordo Ministero/ANDI per la fornitura di prestazioni a tariffe sociali, fondi sanitari integrativi) ci può far capire dove ci si voglia portare, come e chi ci si stia portando. Una suggestiva affermazione in cui bisogna distinguere tra “ciò che è vero”, “ciò che si vorrebbe fosse vero” e “ciò che è falso” per poterne valutare appieno il significato.

 

Tra il “ciò che è vero” rientra il cosa sia un movimento politico: lo possiamo considerare un modo che hanno singole persone (la cosiddetta base) di aggregarsi per portare prepotentemente all'attenzione di chi governa questioni irrisolte, modalità di aggregazione che molte volte diventa partito politico.

 

Questo però c’entra poco con l'ANDI conosciuta da tutti noi: i soci finora hanno creduto di iscriversi ad un'associazione sindacale che ne difendesse i legittimi interessi e non c’è stata alcuna assemblea che sancisse alcuna trasformazione.

Nonostante ciò, se escludiamo l'ipotesi di un infantile utilizzo di termini altisonanti per darsi importanza, dobbiamo prendere atto che ultimamente qualcosa nell’ANDI è cambiato.

 

Sicuramente l'ANDI non è diventata un movimento politico (un qualcosa che probabilmente rientra in "ciò che si vorrebbe fosse vero"), ma può darsi che qualcos’altro di politico sia diventata: verosimilmente una sorta soggetto politico.

O, per meglio dire, è l’attuale dirigenza dell'ANDI che si è trasformata da interlocutrice di soggetti politici e istituzionali (il compito di un'associazione sindacale) in collaboratrice di un soggetto politico (più che in soggetto politico lei stessa).

Dopo, è l'ovvio presupposto, averne sposato acriticamente le tesi: è la realtà che il Segretario Sindacale ANDI Prada (all. 2) vorrebbe mascherare quando scrive che il Ministro ha individuato nell’ANDI l’unico interlocutore in grado di garantire un progetto concreto e valido.

 

La distinzione tra dirigenza ANDI e ANDI presa nel suo insieme (al di là della sua ovvietà) non è casuale perché chiarisce l'utilizzo, altrimenti incomprensibile, del termine movimento. Parlare di movimento significa suggerire di essere interpreti di una esigenza generalizzata che non esiste; l'accoppiamento con il supposto numero degli iscritti espressa in percentuali, che si vorrebbero bulgare, suggerisce l'idea di un'investitura anch’essa inesistente. Soprattutto non esiste l'investitura a collaborare con il governo per trasformare l'odontoiatria libero professionale che conosciamo in un'odontoiatria convenzionata.

Essere stati eletti significa realizzare il programma indicato dagli iscritti. Nel caso dell’ANDI (all. 2) si può contare al massimo su di un Consiglio Nazionale già convocato per altri motivi ed un bel mese di tempo (festività natalizie comprese) per apposite riunioni informative (perché quelle decisionali si fanno da altre parti, altrimenti si rischia si perdere un fantastico treno che ci porta diritti in un baratro).

 

Che l'ANDI sia stata usata strumentalmente lo dimostra la stragrande maggioranza dei soci che non sa nulla di questo tradimento, che non sa nulla di tutta una serie di iniziative calate dall'alto senza preventiva discussione, del perché di tariffari/tempari, di tariffe sociali, che non sa nulla di come (con la scusa più volte usata da questa dirigenza che non c'era niente da fare) si stessero appoggiando con decisione verticistica progetti governativi ben noti da tempo e mai realizzatisi perché avevano finora trovato ferma opposizione, che non sa nulla dei fondi sanitari integrativi che dovranno erogare forzatamente cure odontoiatriche attraverso studi accreditati (significa che i tutti gli studi monospecialistici riclassificati sono tagliati fuori al contrario di quanto chiesto dall’Ordine).

 

Ma probabilmente non è tutto e ci può essere un’altra ragione nel volersi definire movimento: una sorta di conquista di pari dignità (se non di punto di riferimento) rispetto ad un altro movimento, quello dei consumatori, le cui pressioni, a detta dei dirigenti ANDI, hanno consigliato la pubblicazione del famoso tariffario. Quasi che i nostri dirigenti sindacali vogliano diventare interpreti dei consumatori, un'interpretazione che però va contro tutti i principi etico – deontologici della nostra professione, contro lo stesso bene dei nostri pazienti che sono ben di più che semplici consumatori.

 

Un’interpretazione che però, guarda caso, è uguale a quella dell’attuale governo. Che poi è come dire che la scelta politica fatta è consistita nell’appiattirsi sull’inaccettabile visione che questo governo ha del futuro dell’odontoiatria (ma anche della medicina in generale); è come dire di avere deciso per una strada facile da percorrere perché già tracciata, con la certezza di una sicura visibilità personale, ma con la scusa che fosse l'unica possibile perché dettata dalle leggi del libero mercato.

 

A questo punto più che di “libero mercato” si deve parlare di “mercato”: in questa ottica vale tutto, compreso l’imbonimento. In questa ottica si può scrivere che, nell’ambito dell’accordo Ministero/ANDI sulle tariffe sociali, non esistono gare d’appalto con i laboratori ma che si faranno subito dopo la firma dell’accordo (All. 2). Si può anche scrivere di essere contro i convenzionamenti diretti e la riga subito dopo proporsi come mediatori con il terzo pagante (alias entrare nei Consigli d’Amministrazione delle neo mutue – All. 1). E’ questo il premio per essere stati scelti dal Ministro, che nel linguaggio della dirigenza ANDI si traduce con avere valenza politica di condizionamento.

Ma a chi hanno spiegato che nell’arco di pochi mesi la maggior parte dei dentisti vedranno i loro studi chiusi perché non accreditati, che gli altri lavoreranno a tariffe imposte, che la maggior parte dei pazienti non avrà più il suo dentista di fiducia?

 

Allora forse la questione del movimento va ripreso in considerazione e formarne uno vero.

Un movimento formato da dentisti che operano con coscienza e dai propri pazienti, un movimento che spazzi via il prima possibile chi ha deciso che in Italia bisogna introdurre la stessa fallimentare odontoiatria di altri paesi occidentali.

Un movimento che urli forte il tremendo sbaglio che si sta facendo sia nei confronti di noi medici odontoiatri che dei nostri pazienti.

Un movimento che limiti i danni di quanto da troppo tempo stiamo denunciando come imminente senza essere creduti.

Un movimento che nasca velocemente perché di tempo per reagire, per urlare in faccia in faccia alla dirigenza ANDI che non si tratta di demagogia ma della vita di un sacco di persone, ne abbiamo veramente pochissimo

 

 

IL CONSIGLIO DIRETTIVO DI DENTISTI MILANO

 

 

 

 

 

STRANE COINCIDENZE

  

Una norma in finanziaria prevede che i fondi sanitari integrativi debbano anche prevedere " voci " odontoiatriche integrative rispetto alle prestazioni fornite dal SSN( leggasi LEA ), affinchè il premio pagato sia deducibile.

I fondi sanitari integrativi del SSN,previsti dalla riforma Bindi, sono infatti gli unici per i quali viene prevista, ai sensi di quella normativa, la detraibilità fiscale del premio pagato. 

In altre parole si stabilisce che per ottenere i benefici fiscali previsti dalle norme, i fondi sanitari integrativi dovranno erogare obbligatoriamente anche le prestazioni odontoiatriche e quelle per i non autosufficienti. Sarà un decreto del Ministero della Salute a stabilire il "pacchetto" minimo di prestazioni obbligatorie. E' poi prevista l'estensione alle mutue territoriali delle norme sulla deducibilità ai fini fiscali dei contributi versati, già in vigore per i fondi sanitari di origine contrattuale; in ambedue i casi la deducibilità viene ora condizionata alla fornitura di prestazioni integrative rispetto a quelle fornite dal SSN. 

E' ovvio che ogni soggetto "pagatore " cercherà di pagare il meno possibile: ed a questo punto quale sarebbe il miglior modo per assicurarsi un percorso facilitato se non quello di trovare un accordo con le componenti più rappresentative della categoria ?

Saranno strane coincidenze, ma è inevitabile il sospetto di una possibile correlazione tra la norma prevista e la recente pubblicazione di tariffari e nomenclatori da parte del maggior Sindacato di categoria, ANDI, , offrendo fin troppo facilmente  una spiegazione politica a certe iniziative " urgenti "  e non sottoposte a democratica approvazione della base odontoiatrica .

 La dirigenza nazionale del maggiore sindacato di dentisti non poteva ignorare la valenza politica di un tariffario come conditio sine qua non per il decollo dei fondi sanitari integrativi, e si troverebbe  anche qui facile spiegazione a quella che è apparsa una “fuga in avanti” non sostenuta  dalla base ed alla resistenza ad affermare il categorico rifiuto del terzo pagante,così come voluto dal precedente Congresso Politico 

E’ opinione di Dentistimilano che queste cose debbano essere oggetto di pubblico dibattito e non venire imposte dall’alto da una dirigenza sindacale sempre più lontana dagli interessi del libero professionista e connivente  di una odontoiatria convenzionata in cui l’odontoiatra viene espropriato del suo potere decisionale ed il paziente omologato ad una mera voce di bilancio.

 

NO al Tariffario proposto da ANDI

A seguito degli interventi sui canali Tv  del presidente nazionale ANDI, Roberto Callioni, e della comparsa sul Corriere della sera di un articolo riguardante la proposta di un tariffario di riferimento minimo e massimo (in calce), questa è la nostra opinione

 

Adesso è troppo!

Da anni molti di noi sono iscritti ad Andi.

Alcuni di noi hanno ricoperto anche incarichi direttivi e si sono sempre adoperati per cercare di difendere la professione odontoiatrica al meglio delle loro possibilità.

Proprio perché consapevoli di quanto difficile sia operare in difesa degli interessi della categoria, in tante occasioni, quando questa dirigenza si era dimostrata debole e inconcludente, si è preferito tacere.

Oggi però, con la pubblicazione di un tariffario ed un nomenclatore sui principali mezzi di stampa prima ancora della capillare diffusione ai Soci, si è superata la misura.

Questa iniziativa è sbagliata nel metodo, perché si scavalca il necessario momento di condivisione ed approvazione dei soci, e nel merito, per l’inadeguatezza di molti dei parametri riportati.

Queste “ gabbie salariali “ sono funzionali ai gruppi che operano nell’ambito delle convenzioni o dei network ma nulla hanno a che fare con la realtà di chi, ancora, è fiero di essere un LIBERO professionista.

Questa associazione è diventata preda di coloro i quali vogliono organizzare il lavoro altrui perché incapaci di avviare ed organizzare il proprio?

Si dica chiaramente che si vuole costringere i professionisti a chiudere i loro studi e che, in consonanza con le istanze populistiche di alcune parti politiche, li si vuole costringere ad andare sotto padrone.

Si dica chiaramente che i giovani, che a parole si vogliono difendere, sono la forza lavoro a basso costo da controllare e costringere a rapporti subordinati.

Questa dirigenza ha inanellato pessime figure utilizzando malamente e ripetutamente i media, si è dimostrata inetta di fronte al decreto Bersani, ha dato prova di sudditanza sulla questione del profilo dell’odontotecnico, si è impegnata con alcuni suoi esponenti nell’elaborazione dei meccanismi organizzativi di alcune convenzioni dirette cassate dall’ultimo Congresso.

Tutto ciò è contro l’interesse della maggioranza dei Soci.

 

PER IL BENE DELLA CATEGORIA ANDATEVENE!!!

 

 

DENTISTI MILANO

Il Consiglio